L’unificazione d’Italia, avvenuta nel 1861, non aveva risolto le varie crisi che affliggevano il nostro paese: la questione economica, l’arretratezza del sud e la mancanza di un’identità nazionale. Tutte queste problematiche rappresentarono le fondamenta per elaborare, sulla base del Naturalismo francese, un nuovo movimento letterario: il Verismo.

Giovanni VergaIl maggiore rappresentante di questa corrente è Giovanni Verga, siciliano, figlio di ricchi proprietari terrieri. Verga si propone di descrivere una realtà dominata solo dalle leggi materialiste e senza l’uso di retorica, in quanto l’obiettivo finale è quello di riportare le reali condizioni della società del tempo attraverso l’uso di nuove regole stilistiche come quella dell’impersonalità dell’autore.

Questa importantissima regola verghiana fa in modo che il narratore non sia più onnisciente ma che scopra passo dopo passo l’evolversi della situazione. L’autore inoltre non può assolutamente intervenire con giudizi in quanto egli deve completamente eclissarsi descrivendo le azioni attraverso gli occhi dei personaggi, oppure attraverso una sorta di “mano invisibile”. Le situazioni da descrivere, secondo Verga, sono quelle riguardanti il proprio contesto territoriale, meglio se si è a conoscenza di qualche fatto accaduto cosicché il realismo sia alla base del tutto.

Il fine di Verga è quello di impressionare il lettore, smuovendo nella sua coscienza qualcosa che lo induca a pensare, e da qui nasce la sua volontà di voler descrivere personaggi umili come minatori, pescatori, contadini ovvero persone oppresse che sono protagoniste di storie quotidiane purtroppo dimenticate.
Le tecniche narrative veriste rappresentano le basi per il giornalismo
. Esso svolge un ruolo fondamentale nello svolgimento della vita pubblica poiché gli spetta il compito di rendere noti avvenimenti che possono interessare i cittadini.  Ha un grosso potere persuasivo in quanto, nello svolgimento della sua preminente funzione informativa, una testata giornalistica è in grado di accreditare una particolare interpretazione degli avvenimenti, indirizzare o distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica da un determinato fatto e, nei casi più estremi, manipolare una notizia e gli effetti sui suoi lettori.
È possibile affermare però, leggendo o ascoltando i notiziari che, oggi, un’informazione obiettiva come quella definita dal verismo, in cui gli autori siano in grado di mantenere costantemente e senza eccezioni un atteggiamento imparziale ed esente da pregiudizi e passioni personali, rappresenta  forse  un  ideale  irrealizzabile.

Scuola Secondaria di I grado di Joppolo – Maria Domenica Aurora Vecchio – classe III

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