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Il Banco - Idee nate tra i banchi di scuola

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Tutti parliamo di pace, ma non si può realizzare la pace all’esterno se si coltivano nel proprio animo collera e odio.

PaceAi bambini spesso accade di discutere con un compagno, litigano, si fanno le smorfie, poi si avvicinano e fanno la pace e così riprendono i giochi lasciati, si ride nuovamente e si discute.

Questa è la quotidianità, i piccoli discutono per un gioco, per gelosia, ma loro sanno quando è il momento di farsi un sorriso e tornano amici più di prima, noi insegnanti dobbiamo far crescere bambini che sappiano sempre fare la pace. Discutere per un buon motivo va bene, ma bisogna sempre sapere quando sia il momento migliore per fermarsi, chiarirsi, aprire il proprio cuore, stringersi la mano e proseguire insieme nel cammino. I bambini della scuola dell’infanzia di Joppolo manifestano la pace con la felicità nel cuore.

 

Scuola dell’Infanzia di Joppolo

Galasso Christian classe I A

Scuola Secondaria di I grado di Nicotera - Christian Galasso - classe I A

“Mi ci vollero quattro anni per dipingere come Raffaello, mi ci volle una vita per dipingere come un bambino“. Picasso

artisti4Si è avviato nella classe I a tempo pieno del plesso di Badia il laboratorioartisti1 artistico-espressivo.

La scelta di attivare questo laboratorio nelle ore pomeridiane è motivata dal constatare l’entusiasmo con cui i bambini si accostano alle attività di pittura.

Gli alunni esplorano con curiosità i colori che vengono utilizzati come espressione di emozioni e Stati d’animo.

 

artisti2.jpgAvvicinare i piccoli alla pittura e all’arte in generale, significa aiutarli ad acquisire nuove modalità espressive senza dimenticare la componente fondamentale del gioco.artisti3

I piccoli artisti incoraggiati ad esprimersi liberamente, gratificati nelle loro scelte, hanno deciso per il mese di maggio, di allestire una mostra dei propri prodotti.

 

 

Scuola Primaria di Badia - classe I

Giorno 15 marzo la nostra scuola ha avuto l’onore di ospitare sua Eccellenza il Vescovo Attilio Nostro, venuto a Nicotera in occasione della manifestazione “Le giornate della memoria” voluta dal nostro dirigente scolastico Giuseppe Sangeniti. Noi alunni, guidati dagli insegnanti, abbiamo accolto il Vescovo nel cortile della scuola con canti e messaggi di pace che in questo periodo particolare, arrivano subito al cuore, visti i recenti avvenimenti, anche alla persona più insensibile al mondo; gli abbiamo anche donato dei gadget creati in occasione del progetto Erasmus.

Foto VescovoSubito dopo ci siamo recati nel quartiere “La Giudecca”, la parte antica di Nicotera, dove, negli anni passati, vivevano delle famiglie di ebrei, quindi location molto adatta al contesto. Erano presenti, oltre al Vescovo, Roquè Pugliese, referente della Comunità Ebraica di Napoli, lo storico-giornalista Maurizio Bonanno e l’assessore alla Pubblica Istruzione Lorella De Stefano del Comune di Nicotera. Si è discusso degli orrori terribili avvenuti durante la Shoah e fatte riflessioni su come trascorrevano le giornate i prigionieri ebrei nei lager.  

Foto rabbinoA rendere più commovente il momento è stato l’accompagnamento musicale a cura dell’orchestra degli alunni della Scuola Secondaria di I grado “Dante Alighieri” di Nicotera, che ha eseguito alcuni brani molto toccanti. Rientrati a scuola, il rabbino Roquè Pugliese ci ha gentilmente mostrato un antico rotolo di pergamena fatto con pelle di pecora, con su scritta (a mano) la storia della regina Ester, la regina ebraica che sposò il re di Persia per salvare il suo popolo. È stata una giornata indimenticabile che ha arricchito il nostro bagaglio culturale e di questo dobbiamo ringraziare il nostro Dirigente Scolastico, sempre attento a promuovere iniziative culturali di alto spessore.

Scuola Primaria di Nicotera - classe V

Stop guerredisegno Nicola

Perché questa guerra?

Perché inquinare la Terra?

Con fumi neri

distrutti palazzi interi.

Bombe che uccidono persone innocenti,

da persone che fanno la guerra

per sentirsi potenti.

Diciamo di non commettere

errori successi in passato,

                                                                                              ma questo incubo è ritornato!

                                                                                              Parliamo, parliamo, parliamo,

                                                                                              ma quel che promettiamo

                                                                                                    non lo manteniamo.

                                                    Scuola Primaria di Nicotera
                                                    Giacomo Moisè – classe V

NO alla guerradisegno Stefano

Ma se tutti siamo figli di Dio

vuol dire che siamo fratelli!!

Allora mi chiedo…. tra fratelli si uccide

per conquistare un pezzo di terra?

La risposta è No!

No, evitiamo la guerra e vinca la Pace!!

 Scuola Primaria di Nicotera Walter La Torre – classe V

Noguerra1 Noguerra3

Noguerra4 Giornata donna

Scuola Primaria di Badia - classe V

L’unificazione d’Italia, avvenuta nel 1861, non aveva risolto le varie crisi che affliggevano il nostro paese: la questione economica, l’arretratezza del sud e la mancanza di un’identità nazionale. Tutte queste problematiche rappresentarono le fondamenta per elaborare, sulla base del Naturalismo francese, un nuovo movimento letterario: il Verismo.

Giovanni VergaIl maggiore rappresentante di questa corrente è Giovanni Verga, siciliano, figlio di ricchi proprietari terrieri. Verga si propone di descrivere una realtà dominata solo dalle leggi materialiste e senza l’uso di retorica, in quanto l’obiettivo finale è quello di riportare le reali condizioni della società del tempo attraverso l’uso di nuove regole stilistiche come quella dell’impersonalità dell’autore.

Questa importantissima regola verghiana fa in modo che il narratore non sia più onnisciente ma che scopra passo dopo passo l’evolversi della situazione. L’autore inoltre non può assolutamente intervenire con giudizi in quanto egli deve completamente eclissarsi descrivendo le azioni attraverso gli occhi dei personaggi, oppure attraverso una sorta di “mano invisibile”. Le situazioni da descrivere, secondo Verga, sono quelle riguardanti il proprio contesto territoriale, meglio se si è a conoscenza di qualche fatto accaduto cosicché il realismo sia alla base del tutto.

Il fine di Verga è quello di impressionare il lettore, smuovendo nella sua coscienza qualcosa che lo induca a pensare, e da qui nasce la sua volontà di voler descrivere personaggi umili come minatori, pescatori, contadini ovvero persone oppresse che sono protagoniste di storie quotidiane purtroppo dimenticate.
Le tecniche narrative veriste rappresentano le basi per il giornalismo
. Esso svolge un ruolo fondamentale nello svolgimento della vita pubblica poiché gli spetta il compito di rendere noti avvenimenti che possono interessare i cittadini.  Ha un grosso potere persuasivo in quanto, nello svolgimento della sua preminente funzione informativa, una testata giornalistica è in grado di accreditare una particolare interpretazione degli avvenimenti, indirizzare o distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica da un determinato fatto e, nei casi più estremi, manipolare una notizia e gli effetti sui suoi lettori.
È possibile affermare però, leggendo o ascoltando i notiziari che, oggi, un’informazione obiettiva come quella definita dal verismo, in cui gli autori siano in grado di mantenere costantemente e senza eccezioni un atteggiamento imparziale ed esente da pregiudizi e passioni personali, rappresenta  forse  un  ideale  irrealizzabile.

Scuola Secondaria di I grado di Joppolo – Maria Domenica Aurora Vecchio – classe III

“Se vogliamo insegnare la vera pace in questo mondo, e se vogliamo portare avanti una vera guerra contro la guerra, dovremo cominciare dai bambini”.

Mahatma Gandhi

Pace1Purtroppo, oggi più che mai, noi insegnanti, siamo stati costretti a rafforzare la consapevolezza che la parola “PACE” non è così scontata. Ci siamo resi conto che il concetto di pace come un semino va coltivato, curato, e aiutato con tutti i mezzi a fiorire nel cuore di ogni bambino. Seppur molto piccoli, i nostri bambini hanno recepito la notizia della guerra attraverso la TV e le reazioni dei propri genitori, con semplici e curiose frasi hanno condiviso fra di loro e con noi maestre ciò che avevano sentito. Insieme abbiamo attivato un percorso dal titolo: “MANO NELLA MANO PER LA PACE”.

Pace2Con i bambini abbiamo avviato una conversazione per capire cosa avessero recepito e cosa significasse per loro la parola Guerra… (UN MONDO TRISTE E GRIGIO), con semplici esempi, abbiamo chiarito che anche quando si bisticcia è importante parlare, non essere prepotente e saper chiedere scusa. L’ascolto della storia “La pace e le sue sorelle” con rappresentazione grafica e conversazione, ha dato l’input per parlare di fratellanza, uguaglianza, amore, amicizia, e capire che solo attraverso questi sentimenti vivremo bene e sereni…(IN UN BEL MONDO COLORATO).I bimbi, lungo il percorso hanno mostrato anche molto interesse per i colori delle bandiere ed è così che si sono cimentati in un’ attività laboratoriale per realizzare le bandiere Ucraina-Russa ed italiana, e musicale ascoltando gli inni dei vari paesi e cantando “Il girotondo della pace” e “Il mondo che vorrei” e con entusiasmo gridare “Pace! Pace! Pace! A conclusione del percorso è stato realizzato uno striscione con le tre bandiere e un grande cuore italiano sorretto dalle manine dei bimbi.

Scuola dell’infanzia di Nicotera Marina

Oggi stiamo vivendo un periodo drammatico, la guerra tra l’Ucraina e la Russia.

Personalmente, considero la guerra inutile in quanto portatrice di morte, terrore e distruzione.

Russia UcrainaIn Ucraina tante famiglie stanno fuggendo, altre invece rimangono nel loro paese, senza acqua, elettricità e cibo... e per ripararsi dalle bombe vivono nei bunker.

Grazie ai telegiornali e al lavoro dei giornalisti, siamo informati su tutto ciò che sta accadendo. Le immagini delle esplosioni, dei bambini morti, feriti e delle famiglie che fuggono mi fanno tanto, tanto male al cuore e quando vengono intervistati si vede che sono abbattuti, stanchi e disperati, perché dopo anni di sacrifici si ritrovano senza una casa, senza automobile, senza niente... il nulla.

Penso che la guerra non dovrebbe esistere, non dovrebbe causare tante vittime innocenti e soprattutto non dovrebbe esistere l’idea di conquistare una nazione. Si dovrebbe vivere senza violenza, in modo pacifico, discutere e risolvere i problemi con calma.

Come il poeta Ungaretti, così anche noi dovremmo capire che la guerra è inutile, lascia solo distruzione e dolore. La storia dovrebbe insegnarci che bisogna dare valore assoluto alla vita.

Il ricordo, la memoria delle guerre passate dovrebbero insegnarci a non fare mai più la guerra. Questa parola dovrebbe essere cancellata per sempre.

Scuola Secondaria di I grado di Nicotera - Giuseppe Vecchio – classe IIIA

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