Percorso

Il Banco - Idee nate tra i banchi di scuola

Per molti studenti come me sta per arrivare un appuntamento importante: l’esame di terza media, che concluderà un ciclo fondamentale per la nostra formazione personale. Tra le emozioni che accompagneranno questi ultimi mesi insieme a compagni e professori di vita ci sarà anche il timore verso tutto ciò che è nuovo e la paura della prova che si andrà ad affrontare.

PREITI GIUSEPPELa domanda sorge spontanea:come sarà l’esame?

L’emergenza Covid ha costretto il Ministero dell’Istruzione a semplificare   l’esame conclusivo, infatti, anche quest'anno verrà svolto in forma ridotta poiché sono state eliminate le prove scritte ed è stato introdotto un unico orale che partirà dalla discussione di un elaborato su una tematica che i Consigli di classe assegneranno entro il prossimo 7 maggio. L'elaborato, che potrà essere scritto, in forma multimediale, una produzione artistica o tecnico-pratica e potrà coinvolgere una o più discipline, dovrà essere trasmesso al consiglio di classe entro il successivo 7 giugno. Spesso mi chiedo se sarà difficile affrontare l’esame. Per chi si è sempre impegnato basterà un ripasso, ma per chi ha studiato un po’ meno sarà più complicato. Nel frattempo impegniamoci, cercando di dare il meglio di noi stessi, nella consapevolezza che non studiamo solo per prendere un buon voto. Il voto è sicuramente importante, ma quello che conta veramente è che la scuola ci aiuta a maturare e a farci capire come affrontare serenamente situazioni a volte per noi difficili. Questo sarà per noi il primo di una lunga serie perché  gli esami non finiscono mai! Nella vita non dobbiamo affrontare solo gli esami scolastici, non solo a scuola veniamo giudicati; tutti i giorni dobbiamo fare delle scelte, superare ostacoli e migliorarci per cambiare il nostro modo di pensare e di agire!

Scuola Secondaria di I grado di Joppolo - Giuseppe Preiti - Classe III A

I social media possono rappresentare una risorsa interessante per i bambini e gli adolescenti sia per quanto riguarda la socializzazione sia per la didattica. Anche  se non tutto ciò che è presente nella rete non è privo di rischi. Da qui l’ importanza dei genitori che dovrebbero cercare di prevedere questi rischi e addirittura prevenirli. Negli ultimi anni il panorama dei social network è mutato e si è popolato di utenti diversi. Facebook non è più la sola alternativa ,anzi non è quella preferita dagli adolescenti sempre connessi. Gli adolescenti frequentano Instagram , i bambini Tik Tok, i nerd dei videogame Twitch ed i genitori prediligono Facebook.
Challenge, tutorial demenziali, doppiare canzoni, coreografarle  questo è il popolo di TikTok dove il ritmo e linguaggio sono la stessa cosa con un unico obiettivo: catturare molti follower. 
Molti tiktoker sono proprio bambini e ciò crea notevole apprensione nel mondo degli adulti. Recentemente  il garante per la protezione dati personali ha infatti contestato la scarsa tutela dei minori. Il divieto di iscrizione a minori di 13 anni è infatti facilmente aggirabile. Molti ragazzi avvertono purtroppo il peso della reputazione social e spesso misurano la loro autostima e le loro capacità in base ai like ricevuti. Gli influencer diventano i miti di molti adolescenti e non sempre ciò è positivo.
FrigatoÈ consigliabile, infatti, non abusare dei social anche perché l'eccessivo utilizzo sottrae tempo prezioso allo svolgimento di altre importanti attività e alla frequentazione vera e reale degli  amici e della famiglia. Spesso  molti adolescenti per l'eccessivo utilizzo dei social tendono a confondere la vita reale da quella filtrata dai social. Per evitare eccessi che possono creare storpiature della realtà è bene che gli adolescenti seguano regole chiare e condivise con la famiglia: programmare il tempo dedicato alle attività digitali, tutelare la privacy e spegnere lo smartphone almeno due ore prima di andare a dormire.
Ultimamente abbiamo assistito a una crescente esposizione mediatica di baby Influencer. Si tratta di piccole star del web. Non si tratta solo di figli di personaggi famosi ma anche di bambini che  spesso sotto la guida di genitori manager,utilizzano i social per un ritorno economico. I post di questi di questi baby influencer vengono pubblicati a cadenza quasi giornaliera con scene tratte dalla loro vita quotidiana. La monetizzazione dei post è un mercato in costante crescita ecco perché gli influencer cercano di intercettare maggiori followers possibili . Anche  per i baby Influencer si apre le porte della commercializzazione dei post. Alcune  volte queste baby star vengono ritratte mentre mangiano uno snack oppure indossano capi di abbigliamento, altri invece si rendono protagonisti di tutorial per videogiochi. Dietro questa eccessiva visibilità  fatta di like e di follower che potremmo definire usa e getta si possono  celare scelte scellerate dei genitori che anziché investire sulla formazione del proprio figlio lo spingono ad entrare in un grande circo in cui si potrebbe perdere il senso della realtà. E la realtà  dovrebbe rimane l’unica verità verso cui tendere ogni attenzione. 

Scuola Secondaria di I grado di Nicotera - Cristian Frigato - Classe II A

Un tranquillo giovedì mattina, niente compiti in classe o interrogazioni in vista, l’aria è leggera e rilassata. Si aspetta l’arrivo della Gazzetta del Sud. Con una certa trepidazione. Come tutti i giovedì.  Arrivata!  In classe si è alzato un brusio assordante   Poi una voce. “Complimenti, Cri!” Mi sono sentita confusa, frastornata. Ho analizzato quelle parole. Rabbia, felicità, delusione o ironia?   Forse orgoglio? Sì, è orgoglio! Due occhi lucidi e splendenti mi guardano. Intravedo un sorriso celato da una mascherina.  Finalmente il giornale tra le mie mani. Lo sfoglio rapidamente. Esamino pagina per pagina. Non credo ai miei occhi! Mi sento come quei ragazzi che trovano un tesoro nascosto dietro a delle cascate cristalline, tutto si illumina e si ode una musica soave, angelica Ecco, quella sono io in quel preciso istante. Non smetto di leggere e rileggere quell’articolo. Ma sono io, proprio io!  Ho iniziato a tremare dalla gioia.  Sto quasi quasi per piangere. Sento delle minuscole scintille che mi solleticano le mani e mi gira la testa. Non capisco più nulla. Non faccio altro che osservare quella ragazzina su quel giornale. Cristina Ivan 3 ADiamine, sono proprio carina in questa foto! All’improvviso il mio naso è invaso da un bellissimo odore di inchiostro, intorno a me un brulichio di persone. Sento delle voci: scadenze, interviste, reportage. Sono talmente presa dalla situazione che mi sono immaginata giornalista. Assurdo! E’ come se avessi la testa tra le nuvole. Che bellissima sensazione!  Ma quelle belle nuvolette si sparpagliano e si vaporizzano e io rileggo altre due volte l’articolo. Wow, non avevo mai scritto per Noi Magazine! Solo giornalini scolastici. Mi sento importante. Questa volta è diverso. Caspita se lo è! E’ magnifico. E non sto sognando.

All’uscita molti insegnanti si congratulano con me. In quel momento ho iniziato a provare una sorta di soddisfazione mista a felicità. Varcata la soglia di casa, mia madre mi accoglie sorridendo, con le lacrime agli occhi. “Mamma tutto bene?”  Lei mi abbraccia dolcemente. Che caldo quell’abbraccio! Arriva dritto al cuore. Sa già tutto. La notizia si è sparsa anche sui social. Incredibile! Sento le farfalle nello stomaco, però pizzicano. Ah no, quella è la fame! Finiti i compiti, mi catapulto verso l’armadio, scelgo un vestito speciale, diverso, non i soliti jeans e maglia. Esco. La gente mi ferma per congratularsi. Quando arrivo in piazza i miei amici iniziano ad urlare, ad abbracciarmi, a ricoprirmi di elogi. Sono diventata famosa. Beh sì, così mi sento. Anche se non lo sono davvero. Ma a me va bene. Finalmente lo studio inizia a dare i suoi frutti. Ho sentito come se avessi in mano il mio futuro. Ho la sensazione che, piano piano, sto iniziando a costruire la mia vita, mattone su mattone. Inoltre mi sono resa conto che la scrittura non è solo una valvola di sfogo, non è solo un hobby o comporre qualche testo per qualche concorso. No, è la mia passione. Provo una sorta di amore per la scrittura. Un amore totale, incondizionato. Forse un giorno…chissà…anch’io farò parte della squadra della Gazzetta del Sud.

Scuola Secondaria di I grado di Nicotera - Cristina Ivan - Classe III A

Il corona -virus

Ormai da un anno è arrivato

nelle nostre case è entrato,

a far danni a più non posso

e farci crollare il mondo addosso.

 
Tutto potevamo immaginare

che ad un abbraccio dovevamo rinunciare.

L' arrivo dei vaccini è una speranza,

l' importante che ne arrivi in abbondanza.

Scuola Primaria di Nicotera - Giorgia Galasso - Classe III B

In Italia, dallo scorso anno, le scuole sono in confusione a causa della continua alternanza tra riapertura e chiusura delle strutture scolastiche. In questi mesi di pandemia, uno dei temi più trattati è quello relativo all’utilizzo della Dad rispetto alla didattica in presenza. Il Governo deve intervenire al più presto e migliorare le condizioni e i criteri per rendere le scuole più sicure e poterle riaprire il prima possibile. Le classi non dovrebbero essere molto numerose e tutti gli ambienti scolastici dovrebbero essere più ampi e avere un’adeguata ventilazione che non comprometta l’isolamento termico con l’ambiente esterno. Non dimentichiamo tutto quello che orbita attorno al mondo della scuola, il sistema dei mezzi di trasporto utilizzati dagli studenti, molto spesso carente: pochi mezzi e troppo affollati. C’è da affermare che l’alternanza tra Dad e didattica in presenza sta creando grossi problemi a noi alunni, poiché non è vero che la Dad mette tutti gli studenti sullo stesso piano, riducendo le distanze di apprendimento, in molti casi, infatti, le amplia perché gli studenti con disabilità o i bambini della scuola primaria che devono interagire con le piattaforme adottate per le videolezioni, necessitano di una presenza costante di adulti su cui non tutti possono contare.

GalassoLa Dad ha portato molti studenti a cambiare la loro concezione di scuola, con ripercussioni negative sull’aspetto socio-relazionale e di rendimento. È importante aiutare i ragazzi a recuperare e a superare il malessere psicologico che si è venuto a creare con il ripetersi continuo di chiusura e apertura della scuola, al contempo sarebbe meglio attrezzarci per il futuro, perché la scuola possa valorizzarsi come luogo di crescita psicologica. Questa importante istituzione rappresenta una comunità educante fatta di confronto, condivisione e socializzazione, invece le lezioni a distanza in alcuni casi sono associate a fatica, stress, noia e tendono a favorire l’anonimato e l’emarginazione degli studenti più deboli. Problemi strutturali ci sono stati e persistono ancora oggi. Da alunno, premio il lavoro complesso e continuo che si sono dovuti sobbarcare gli insegnanti: il tempo in più necessario per organizzare le lezioni da remoto e renderle coinvolgenti a noi alunni, lo sforzo fatto in formazione per adeguarsi e conoscere in tempi rapidi i nuovi strumenti digitali. Durante questa pandemia insegnanti e alunni hanno affrontato insieme una nuova forma di didattica, lo scriversi anche fuori l’orario delle lezioni, l’aiutarsi per conoscere ed usare nuovi strumenti, la voglia di tutti di poter tornare in presenza il prima possibile. In questo lungo e complesso anno scolastico abbiamo compreso tante cose, fondamentale sarà sicuramente comprendere la strada da intraprendere!

Scuola Secondaria di I grado di Nicotera - Matteo Bartolomeo Galasso - Classe II B

Il Ddl Zan è una legge, chiamata così dal cognome del relatore Alessandro Zan, che prevede misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità; prevede anche l’istituzione, il 17 maggio, della Giornata nazionale contro l'omofobia dedicata al contrasto dei pregiudizi e delle discriminazioni. Il provvedimento, se approvato, istituirebbe il carcere, da 6 mesi a 4 anni, per chi commette atti di discriminazione, multe che possono arrivare fino ai 6mila euro o reclusioni anche fino a 18 mesi. Purtroppo, dopo essere stato approvato dalla Camera a novembre dello scorso anno, tutt’oggi, è bloccato al Senato, perché non è ritenuto “legge di priorità” dal centrodestra, in particolare dal leghista Andrea Ostellari, presidente della commissione. Dopo l’ennesimo rinvio in Senato, l’opinione pubblica ha dato voce ai propri pensieri e si è fatta sentire grazie a vari artisti che hanno preso parola su tale argomento.

Sofia SbagliaQualche tempo fa a Castelfiorentino una ragazza è stata cacciata di casa perché lesbica, e non solo, ha anche ricevuto minacce e insulti da parte della famiglia. La comunità di Castelfiorentino ha fornito aiuti di ogni tipo alla giovane e le manifestazioni di solidarietà non sono mancate, ma questo avvenimento ha fatto capire che va approvato al più presto il disegno di legge Zan.  Il 23 marzo scorso, nella metropolitana di Roma, due ragazzi sono stati aggrediti da un uomo, dopo essersi scambiati un innocuo bacio. Questa è una delle tante aggressioni omofobe che avvengono ogni giorno. Il Ddl Zan previene anche le aggressioni verbali e fisiche che subiscono ogni giorno le donne. Si sente spesso parlare del 97%, ma che cosa indica? Il 97% delle donne e ragazze di età compresa tra i 18 e i 24 anni che hanno dichiarato di aver subito almeno una volta molestie sessuali o verbali. Al giorno d’oggi una donna non può più sentirsi sicura camminando da sola in una strada o essere sola su un mezzo pubblico, ha paura di mettersi un vestito o una gonna un pò più attillati o corti, costretta a vivere con la paura di iniziare a far parte di questo 97%. 

Numerosi, purtroppo, sono i casi di cat calling, ovvero fischi, commenti e apprezzamenti di cattivo gusto rivolti alle donne, ma, sfortunatamente, se ne è iniziato a parlare solo di recente. Dal punto di vista di chi commette cat calling queste azioni sembrano complimenti, ma sono ben peggio. Il cat calling, però, non si ferma solo qui, una donna può essere vittima anche di frasi sessiste, domande invadenti, fino ad arrivare a veri e propri insulti. Però in Italia fatica ancora a essere riconosciuto come una vera e propria violenza psicologica. Una domanda, comunque, sorge spontanea: basterà una legge a sradicare dalla nostra società, dalla nostra cultura, atteggiamenti e comportamenti atavici? Basterà a dissolvere questa patina di anacronismo che, ormai, da troppo tempo offusca il nostro Paese?  Ai posteri l’ardua sentenza…

Scuola Secondaria di I grado di Nicotera - Sofia Sbaglia - Classe III A

LibroUna storia sulla magia della natura, che con i suoi suoni, i profumi e i colori offre amicizia e conforto a chiunque si fermi ad ascoltarla e a guardarla con amore.

Una storia sulla musica che, esprimendo emozioni, è un linguaggio universale che ha il potere (la magia)di unire e abbattere le barriere.

Una storia di come, ascoltando il proprio cuore e rifiutandosi di fare ciò che tutti fanno, si possono scoprire emozioni nuove dentro e fuori di sé

Scuola dell'Infanzia di Joppolo

Sarà capitato ad ogni adolescente, guardandosi allo specchio, di pronunciare una frase come “Vorrei essere più alto, più bello, più magro... Invece sono basso, timido e, a volte, addirittura impacciato”.

Ognuno di noi, alla nostra età, non riesce a cogliere fino in fondo la bellezza e l’unicità che lo contraddistingue e spesso si rifugia nell’omologazione dettata dalle mode del momento e dalle influencer che dalle loro pagine Instagram ci dicono cosa indossare, come indossarlo e quando indossarlo. Cerchiamo la perfezione ad ogni costo e non accettiamo i nostri difetti. Perdiamo spesso di vista la vera essenza della nostra vita, fatta di amicizie reali, di rapporti umani veri e ci rifugiamo nei social, a volte distinguendo a malapena la linea sottile che passa tra il virtuale e il reale.

III A JoppoloLa pandemia, poi, non ci ha certo aiutato. Il distanziamento sociale ha rafforzato l’interazione sui social e reso ancora più fragili i rapporti umani veri. Qualcuno ci chiama “nativi digitali”: generazione di ragazzi ipertecnologici che considerano le tecnologie un mezzo naturale di comunicazione senza alcun disagio. Effettivamente, noi ci chiediamo spesso come hanno fatto i nostri genitori e i nostri nonni  a vivere in un mondo così diverso dal nostro. Chi era l’influencer della nonna che, dalle foto scattate in bianco e  nero, risulta così bella nel suo abito sotto il ginocchio e nei suoi capelli raccolti  dietro la nuca? E chissà come poteva darsi appuntamento con le amiche in un’era in cui Whatsapp non esisteva?

Di certo, ai suoi tempi, i rapporti umani e la bellezza  non rischiavano di essere falsati dai social media. La nonna e le sue amiche non potevano bluffare smagrendo il girovita o usando il filtro per apparire più belle. Nella storia  della bellezza e dei rapporti umani c’è quindi un prima e un dopo: prima dell’avvento dei social media e dopo l’avvento dei social media. Nessuno prima si sarebbe preoccupato di un proprio difetto fisico mettendosi in posa per una fotografia la cui funzione era semplicemente quella di immortalare un momento che sarebbe diventato un bellissimo ricordo.

Oggi, i messaggi sui social, le immagini e i dettagli postati spesso da sconosciuti sono diventati parte integrante ed essenziale delle nostre giornate. I media ci dicono che l’apparenza è il primo criterio con cui si valuta un individuo, donna o uomo che sia. Passiamo molto tempo a decidere quale sia  il selfie migliore da postare, senza renderci conto che, lentamente, stiamo diventando dei narcisisti che fanno di tutto per essere apprezzati attraverso una corsa ai like.

Con questo vogliamo dire che i social media vanno demonizzati? Assolutamente no!!!! Molte community sono nate sui social per aiutare le donne ad accettare i propri difetti fisici e a mostrasi senza vergogna. Se usati in maniera consapevole, i social possono aiutarci a cambiare il modo di vedere noi stessi  e gli altri, a patto, però, di non essere la versione patinata ed editata di noi stessi.

Scuola Secondaria di I grado di Joppolo - Classe III A

Un messaggio speciale
Sono un’inviata speciale e
un messaggio a voi devo portare.
Cari bambini, sulla Terra un filo invisibile ci unisce,
voi siete la fiamma
e io la cera che pian piano finisce.
In un prato verde, voi correte felici
pedalando la vostra amica bici,
io volo e faccio capriole,
succhio polline da fiore in fiore.
E in questo Terra che perde ogni giorno bellezza
io offro miele e voi spargete dolcezza.
Questo è il messaggio che vi volevo dare,
solo adesso voi potete capire,
non lasciamo sola Madre Terra a soffrire.
Soffre e piange vedendo i suoi figli morire,
nel cielo azzurro di primavera le preziose api scomparire.

Benedetto Pio Vecchio

L’inquinamento

La terra è malata:
è dall’uomo infettata;
un figlio malvagio
è il suo gran disagio,
che brama ricchezza
e produce schifezza.

Carlo Restuccia

Lo sporcaccione è l’uomo

Son tutti belli gli animali;
E non sono loro ad inquinare.
Nel fango sguazzano i maiali
Perché preferiscono sporcare;

Ma le più orribili schifezze
Le produce l’uomo,

Che, con le sue efferate ebrezze,
Della sua casa vuole fare un duomo.

A me piacciono i pinguini,
Sono uccelli assai carini:
Sono stati per più millenni
A godersi ghiacciai eterni.

Dalle Galapagos all’Argentina
Diminuiscono ogni mattina
Per la plastica e lo scioglimento:
Anche per loro l’uomo è un tormento.

Carlo Restuccia

Un pericolo scampato
L’elefante è in pericolo,
si nasconde in un vicolo.
Aspetta tremando:
qualcuno lo sta cercando.

L’elefante corre, corre
Accanto a un fiume che scorre.
I cacciatori sono arrivati
Con i loro fucili armati.

Ma qualcosa non azzecca:
I fucili fan cilecca!
Sfuggendo infine all’ estinzione
L’elefante ritorna alla sua abitazione.

Noemi Marcianò

 Terra D'Amare
Terra D'Amare!
IO rispetto la Terra,
TU rispetti la Terra,
EGLI rispetta la Terra,
NOI rispettiamo la Terra,
VOI rispettate la Terra,
ESSI rispettano la Terra.
Terra D'Amare!
Nel tempo presente
Essa non si ribellerà
se ognuno di Noi La rispetterà.
Terra D'AMARE!
D’ogni meraviglia
ci ricolmerà gli occhi, le orecchie, le labbra... il cuore, la Vita!

Matilde Maria Tulino 

Scuola Primaria di Joppolo

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