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Il Banco - Idee nate tra i banchi di scuola

Coronavirus = Guerra

 

E’ l’immagine simbolo di questa GUERRA.

 Da quanto tempo siamo chiusi in casa?

 Da quanto tempo non andiamo a scuola?

 Da quanto tempo non vediamo i nostri amici, i nostri parenti?

 Perché?

 

Immagine simbolo coronavirusQualche mese fa sentivamo in televisione che in Cina circolava un virus, ancora non ritenuto pericoloso, lontano da noi, sembrava fosse materia solo per esperti, la cosa quasi non ci interessava.

 

Abbiamo scoperto poi che la cosiddetta “globalizzazione” che finora riguardava l’economia, la cultura, la trasmissione dei dati, ora interessava anche la salute mondiale; solo recentemente, quello che sembrava essere un normale virus influenzale, veniva dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) virus pandemico e di conseguenza pericoloso per tutta l’umanità.

 

Da allora è stato un crescendo, per ogni paese interessato, di misure prese per contenere il contagio ed evitarne la diffusione. E’ una nuova Guerra Mondiale che si combatte, questa volta, senza le armi e le divise di eserciti di diverse nazioni, senza bombe, ma con mascherine e guanti, quasi inutili di fronte all’avanzare del nemico.

 

L’Italia è stato il primo Paese nel mondo occidentale ad essere attaccato, abbiamo subito preso le misure adatte dichiarando, sin dai primissimi casi, l’emergenza sanitaria nazionale. Abbiamo subìto anche lo scherno e l’indifferenza iniziale da parte di altri paesi, ancora non interessati al problema, per scoprire poi che eravamo diventati un modello da imitare. Così come nelle guerre tradizionali si stava al riparo dai bombardamenti e dagli attacchi nemici, ora stiamo al riparo dall’esposizione al virus.

 

Siamo chiusi in casa con i nostri affetti più cari, con le nostre comodità, e seguiamo questa guerra, dai social e dai notiziari, ogni giorno come se fosse un film diverso. C’è chi però, non può stare in casa, chi deve proteggerci, chi deve combattere, in prima linea, contro questo nemico invisibile nell’attacco ma visibile negli effetti che produce, sono quelli che affrontano il nemico con guanti e mascherine, negli ospedali, nelle ambulanze, nei servizi che lo Stato continua ad erogare ai cittadini.

 

Noi studenti di tutte le scuole siamo costretti a stare a casa, ottemperando ai nostri doveri grazie ad un sistema scolastico che, nella maggior parte dei casi, si è trovato pronto a continuare ad erogare didattica e comunicazione con i nostri insegnanti; ma ci mancano, come mancano a tutti, quei momenti quotidiani di condivisione, di convivialità, di socialità tipici di un ambiente scolastico.

 

Ma dovremo essere fieri ed orgogliosi, pur non appartenendo a quelle generazioni che hanno vissuto i sacrifici delle guerre e dei periodi post-bellici, di aver affrontato questa nuova situazione con serenità e coscienza. Anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte, l’attuale rinuncia al contatto umano con i nostri amici, compagni, insegnanti, sarà gratificata da una valenza più intensa quando potremo abbracciarci di nuovo e ricordare questa fase come un brutto periodo a cui voltare le spalle, portandoci dietro solo gli insegnamenti che ne sono scaturiti. Con quanta facilità abbiamo fatto amicizia, giocato, chiacchierato, con gente che mai abbiamo conosciuto di persona, e quante volte abbiamo a malapena salutato il nostro vicino di casa?

 

Tutto questo finirà, grazie al lavoro ed al sacrificio di quelle persone che negli ospedali, nelle strade, nei luoghi di lavoro necessariamente operativi, combattono anche per noi questa nuova guerra. Noi ne usciremo più forti e con lo stimolo di fare al più presto ritorno alla normalità; riprendere in mano la nostra vita, le nostre abitudini, i nostri compiti, i nostri doveri, il nostro lavoro, sarà l’obiettivo primario. Saremo fieri di essere di esempio per le future generazioni e forse ricorderemo questi momenti, sotto certi aspetti, con nostalgia perché siamo stati, giocoforza, costretti a vivere nelle nostre famiglie, riscoprendo il gusto di chiacchierare, leggere un buon libro, guardare insieme la televisione, inventare o riscoprire giochi e passatempi.

 

Questo nemico invisibile, in un certo qual senso, ci ha costretto ad essere più coscienti, determinati, forti.

 

 

#Scuola Secondaria di I grado di Joppolo - Classe III -  Andrea D'Agostinopenna

 

La sconfitta del Coronavirus

 La sconfitta del Coronavirus

 

Super è il supereroe più forte della Terra. È fatto di amore, ottimismo e arcobaleni ed è rivestito con la forza dell’acciaio. Super, quando seppe dell’invasione del Coronavirus, il re di tutti i virus, e della sua intenzione di distruggere il mondo, decise di uscire dal suo quartiere generale e andare a sconfiggerlo.

 

Prima chiese a tutta la popolazione di chiudersi dentro le loro abitazioni, poi prese una mega cisterna piena di sapone al profumo di fragole e, con la sua super forza, la spruzzò su tutto il pianeta, bruciando il virus. Successivamente fece piovere per una settimana e tutta l’acqua che venne giù ripulì il pianeta, facendolo ritornare pulito e scintillante come era prima. L’arcobaleno che spuntò dopo, illuminò le città e i paesi e la gente di tutto il mondo, felice, uscì dalle loro case e si salutarono con un lungo abbraccio.

 

#Scuola Primaria di Nicotera - classe III - Mercuri Stefanopenna

 

Canzoncina Coronavirus

 Canzoncina Coronavirus

 

BarillariChe delusione, perché non usciamo

 è un’ambizione che cresce piano piano.

 Se strillo forte mi sente anche il vicino

 ma questo Coronavirus è piccolino,

 ma se restiamo a casa, si sa,

il virus si fermerà.

Il mondo è matto perché un vaccino non c’è

basta una sola persona per farne

                                      ammalate altre quarantatré

                                      e se la cosa si sa, il virus si fermerà.

                                    Resta a casa, mi fido di te

                                        ascoltate tutti e anche me!!!

                            

#Scuola Primaria di Nicotera - classe III - Barillari Isabellapenna

 

Corona senza re

 Corona senza re

 Siamo tutti in quarantena

 quando il virus si scatena,

 non possiamo andare a Roma

 visto che il virus è a corona.

 Poverina la mia zia

 che non può stare in compagnia,

 tutti a casa dobbiamo restare

 ma noi bambini tanti compiti dobbiam fare.

 Su classroom ci scrivono le maestre Graziella e Vanna

 e tante cose inseriscono anche Gaetano e la maestra Anna,

 con mamma e papà in casa il tempo passa in fretta

 giocando con Cecilia e cucinando una ricetta.

 CorsoTra crostate, lasagne e ciambelle

 le giornate diventano piu’ belle,

 con gli amici facciamo una videochiamata

 e ci scappa sempre una bella risata.

 Brindiamo la domenica con acqua e coca cola

 sperando che al piu’presto si ritorni a scuola

 per stare con gli amici e i compagni

 mangiando assieme un panino negli intervalli.

 Brutto virus devi andar via

 Perchè noi vogliamo stare in compagnia, 

la corona è in testa al re

 e non interessa proprio a me

 e se il virus non ci lascia

 io e i miei compagni useremo l’ascia

                                                                              

#Scuola Primaria di Nicotera - classe III -  Francesco Corsopenna

 

Forza Italia

Mercuri Stefano

#Scuola Primaria di Nicotera - Classe III - Mercuri Stefano penna

 

#IoRestoACasa

CHIARA

Chiara

DANIEL

Daniel JENNIFER

Jennifer

 

#Scuola Primaria di Nicotera - classe III  penna

 

“Mamme a scuola”

Il periodo a ridosso del carnevale ha visto i bambini impegnati nella realizzazione di maschere, addobbi e tanto altro. La scuola dell’infanzia di Nicotera Marina da qualche anno porta avanti la proposta di un mini laboratorio artistico“ Mamme a scuola” che, come si evince dal titolo prevede una serie di attività laboratoriali in cui sono fattivamente coinvolte le mamme.

Mamma a scuola1Pertanto la mattina del 21 febbraio in un clima di allegria e di condivisione di un momento di festa le insegnanti, le mamme e i bambini hanno lavorato insieme per la realizzazione di maschere tradizionali utilizzando varie tecniche, alcune già conosciute ai piccoli e altre nuove come la pixel-art. Con quest’ultima tecnica ogni bambino opportunamente guidato dalla mamma ha realizzato un piccolo Arlecchino e uno molto più grande come lavoro di gruppo.

Sono state realizzate allegre mascherine e oggetti vari legati alla tradizione del carnevale per addobbare il salone della scuola.Mamma a scuola2
Inoltre ogni bambino insieme alla propria mamma ha realizzato una corona e un pagliaccio da portare a casa come ricordo di una mattinata felice vissuta in un ambiente dove convivono in perfetta sintonia diversità sociali e culturali. L’esperienza è stata molto apprezzata da tutti quanti, mamme, bambini e insegnanti, ha dato la possibilità alle mamme di “vivere” la quotidianità dei loro bambini a scuola, di sentire e toccare con mano l’atmosfera di fiducia e l’empatia che si è creata tra maestre e bambini.

Mamma a scuola3Alla luce dei risultati ottenuti le insegnanti ritengono di aver ampiamente raggiunto gli obiettivi che si erano proposte nel realizzare questa attività: condividere l’allegria e la gioia di questa tradizione festosa, sperimentare nuove tecniche grafico-pittoriche e manipolare materiale diversi, consolidare il valore della collaborazione, rafforzare il rapporto scuola-famiglia.

#Scuola dell’Infanzia di Nicotera Marina penna

 

Coronavirus: è ora che l'uomo cambi

E’ veramente una situazione difficile quella che stiamo vivendo noi tutti.

Comincio col dire che per me è stato come un fulmine a ciel sereno, questo coronavirus.

La mia vita e quella di tutti noi è stata stravolta, perchè non è certo facile trascorrere intere giornate chiusi in casa e pensare che fuori c’è tanta gente che soffre e lotta tra la vita e la morte.

All’inizio mi sentivo molto confuso, non riuscivo ad organizzare le giornate, mi veniva faticoso anche studiare, poi piano piano con l’aiuto dei miei genitori sono riuscito a superare queste difficoltà.

E’ una fortuna che posso continuare la scuola con le lezioni a distanza, mi permette di proseguire il mio percorso scolastico. Nello stesso tempo riesco a vedere i miei professori e i miei compagni ed è un pò come stare in aula, certo con qualche differenza. Non nascondo che mi manca la mia aula, mi mancano i momenti di ricreazione, pranzare tutti insieme a mensa e fare educazione fisica.

io-resto-a-casa

Mamma si fa in quattro per assistere me, tenere pulita la casa, aiutarmi nei compiti e continuare nel suo lavoro. Papà, invece, si divide tra la casa e il Comune dove continua a sbrigare tante cose per via del fatto che è assessore.

Per il resto, di pomeriggio continuo a fare i compiti e poi gioco con i miei compagni alla play, in serata con alcuni di loro facciamo le videochiamate e scherziamo un pò.

Spero comunque che tutto finisca presto anche perché ora sono iniziate le belle giornate e sarebbe bello poter uscire. Spero che nessuno più si ammali di questa brutta malattia.

Penso che quando tutto sarà terminato ricorderemo per sempre questi giorni.

Questa brutta esperienza mi è servita per capire che nulla è dato per scontato, che bisogna apprezzare ed amare le persone, vivere i momenti di gioia, saper perdonare e chiedere scusa al momento giusto, saper ringraziare, ma anche che l’uomo non è onnipotente e con la sua cattiveria e malvagità ha distrutto l’intera umanità, l’intero pianeta. E’ ora che il cuore di ciascuno di noi si purifichi e cambi. Mi auguro che da questa esperienza usciremo tutti rinnovati e ci vorremo tutti più bene.

#Scuola Secondaria di I grado di Nicotera - Classe I A - Giuseppe Vecchio penna

 

Noi alunni in epoca di coronavirus

Siamo in un periodo difficile per la storia dell’umanità a causa di un virus proveniente dalla Cina chiamato “covid 19” o “coronavirus”.

Dalla televisione e dai telegiornali apprendiamo che il coronavirus è un virus come l’influenza: fa tossire, starnutire e provoca febbre alta, solo che a differenza dell’influenza esso colpisce i polmoni e può essere mortale.

Videolezione1La paura ci assale sentendo queste cose alla TV ed aver paura oggi, è del tutto naturale. Dobbiamo difenderci da qualcosa che non abbiamo ancora imparato a conoscere e affrontare. L’uomo nel corso della storia ha saputo fare cose straordinarie; ha saputo portarci sulla luna, ha vinto malattie ben più terribili, ma non è ancora riuscito a sconfiggere questo nemico invisibile. Dal 4 Marzo hanno chiuso le scuole in Calabria, al nord le avevano chiuse da tempo.

Inizialmente il disimpegno verso l’attività scolastica mi ha fatto soffrire fino al punto di preferirla alla libertà. L’Italia doveva affrontare un periodo di quarantena dovuta all’infezione codiv-19. L’idea di dover stare chiusa in casa per giorni sembrava non passare mai. Ho cercato di guardare il lato positivo della quarantena: ho pensato di dedicarmi a fare cose che non ho potuto fare per mancanza di tempo, leggere, guardare un film fino a tardi, passare più tempo con la mia famiglia, giocare con mia sorella…

Da qualche settimana la cosa che mi ha rincuorata un pò è la didattica a distanza. Con essa ho rivisto in video lezione i miei amici e i miei insegnanti. Mi mancano un pò i bidelli: la signora Silvana, il caro Ezio e il divertente Pino. Con la didattica abbiamo ripreso gli studi veri e propri. La mattina mi alzo e mi collego su google meet per fare la video lezione, pomeriggio mi dedico ai compiti assegnati.Videolezione2

Cosi ho imparato a gestire le mie giornate di quarantena.

Spero che presto trovino un vaccino o una medicina che dia risultati buoni e che questo virus ci lasci in pace a svolgere la nostra vita quotidiana senza aver paura di uscire.

Questa esperienza mi ha insegnato che non c’è cosa più bella della libertà.

#Scuola Secondaria di I grado di Nicotera - Classe I A - Pagano Bernardetta penna

 

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